Concorso Internazionale – Progettazione di una nuova Scuola Materna – Cazzago San Martino (BS)

SCHEDA TECNICA

Progettazione:
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Cliente  Comune di Cazzago San Martino (BS)
Progettazione  marzo 2009 – novembre 2009
Dimensione area  4300 mq

 

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Progettare è un’arte ed ha delle regole, molte, ma che in quanto arte possono essere gestite godendo della più completa anarchia. Una sola è la regola progettuale che non accetta deroghe, ovvero la necessità da parte dell’autore di interpretare la volontà della committenza, meglio  ancora se l’interpretazione diventa immedesimazione. Ed è proprio  entrando nella mente di un bambino, dell’IO-BAMBINO, che il progettista può ricercare gli strumenti necessari a soddisfare voglie e sentimenti propri di un’età tanto speciale. E allora cosa vuole un bambino dalla sua vita? Amore innanzitutto, e tanto, ne dà e ne riceve in maniera naturale da parte di tutti, ma qual è in definitiva la prima cosa che un bambino sceglie autonomamente di fare nella sua vita? Il primo spazio che egli crea e gestisce in libertà, lo strumento attraverso il quale comincia ad analizzare ed interpretare la realtà che lo circonda? Il GIOCO, ovviamente, e tutto il mondo fantastico che vi si sviluppa intorno. La prima forma di gioco, la più elementare che un essere umano riconosce, ad ogni età e in particolare da bambino, sono i colori, un arcobaleno di colori, in movimento, cangianti, ipnotizzanti colori da manipolare, rompere, anche masticare Il passaggio è breve dunque, la forma più semplice ed immediata attraverso la quale gioco e colori si uniscono è la matita, ovvero lo strumento che regala al bambino il potere di creare, dare sfogo alle proprie affollate fantasie, imbrattare ed imbrattarsi, in definitiva, attraverso le tracce lasciate dire a tutti per la prima volta: “IO SONO”. La costruzione di una scuola per una città deve essere una festa, rappresenta la conferma tangibile della continuità della vita, la dimostrazione numerica che la propria società percorre la strada giusta verso il futuro. La matita può allietare la festa, attrae il bambino e risveglia memorie lontane nell’adulto  idealmente li unisce. Con un po’ di narcisismo si potrebbe dire che c’è un terzo invitato alla festa ed è il progettista, che tramite la matita ha modellato l’idea, guadagnandosi il biglietto. Questa scuola è un’aggregazione irregolare di matite multicolori, le altezze cambiano, i prospetti si muovono, idealmente ogni matita ha una sua storia, il rosso è più consumato degli altri, esistono più tonalità dell’azzurro, il verde magari si è spezzato…e il bambino riconosce la sua matita, appartiene a quell’ambiente e con orgoglio racconta ai genitori ‘che lui sta là dentro’. La costruzione è frutto di una progettazione allineata al rispetto degli standard urbanistici del Comune di Cazzago San Martino e in particolare con riferimento ai parametri riportati all’art. 10 delle N.T.A. del Piano dei servizi del P.G.T. vigente. La cellula di base che genera l’insieme ha pianta esagonale con superficie netta calpestabile di 33 metri quadrati e copertura piramidale, le altezze previste sono tre: 4, 5 e 7 metri (misurati alla gronda). Ogni cellula è autonoma, ha la sua struttura portante in pannelli di legno e si affianca alle altre per adiacenza delle pareti laterali; i passaggi sono garantiti da ampie aperture che caratterizzano ambienti attigui come spazi unici. Quarantacinque sono le matite, cinque gli ambienti più bassi che fungono da disimpegni e il risultato della loro unione genera cinque corti interne, spazi necessari a dare il giusto respiro agli ambienti e dotarli di suggestivi affacci su una natura intima e domestica. L’ingresso della scuola è generato dall’unione di tre matite, è una navata che si immerge all’interno dell’edificio, un percorso che accompagna gradualmente il bambino, dal primo ambiente nel quale saluta i genitori, al secondo dove viene accolto da bidelli e maestre, al terzo che lo indirizza verso la sua matita. Ai lati dell’ingresso trovano spazio i servizi comuni della scuola, come la cucina, l’infermeria, la stanza delle maestre, dotata di piccola biblioteca, e i servizi igienici. Questa zona è l’unica dell’edificio che si sviluppa anche al primo piano, che è comodamente accessibile e contiene gli uffici dell’amministrazione, la lavanderia e il deposito generale, più alcuni locali tecnici. L’ingresso conduce all’anello distributivo centrale, che si inserisce nella corte interna e ne plasma l’ambiente, suggerendo i percorsi, guidando lo sguardo sui molteplici affacci e sui continui cambi di luce, colori e volumi. L’anello è nella sua interezza uno spazio polifunzionale, un punto di aggregazione per i bambini, all’interno del quale si può sviluppare una socialità più ampia rispetto all’ambiente intimo della propria sezione. Le due matite centrali, rappresentano i punti focali dell’edificio, sono luoghi di passaggio obbligato e contemporaneamente la meta stabilita per il gioco dei bambini, sono lo scrigno del progetto, il forziere all’interno del quale i giochi vengono prelevati al mattino, scambiati e dati in prestito e infine depositati a fine giornata, coltivando così una consuetudine che può avere un forte carattere educativo. Le dimensioni di questi spazi collettivi li candidano ad accogliere anche funzioni più specifiche, divenendo eventualmente il refettorio unico della scuola, spazio centrale ed equidistante dalle varie sezioni, oppure il teatro di giochi o rappresentazioni comuni, che possono svilupparsi anche nelle corti attigue, in un susseguirsi labirintico ed inebriante di spazi eterogenei. Le sezioni di materna e micronido si collocano intorno al nucleo distributivo centrale, in maniera radiale e simmetrica rispetto all’asse dell’ingresso; ambedue le unità pedagogiche sono caratterizzate da una sezione tipo, ottimizzata per le attività che vi si svolgono e ripetuta, per quanto possibile, invariata. La materna è costituita da sei matite aggregate  in maniera compatta, quasi a formare un fiore che apre i petali verso l’esterno; gli spazi interni sono scanditi dalla presenza delle strutture e arredati come nuclei indipendenti, ma estremamente aperti, flessibili ed interconnessi, dotati di aperture tali da caratterizzare la sezione come un unico ambiente, da suddividere magari attraverso tendaggi o pareti mobili. La superficie netta calpestabile è pari a 205 metri quadrati, il locale d’ingresso (08) è adibito alle attività speciali, di tipo manipolativo, pittorico e mimetico ed ospita alcune postazioni multimediali, a fianco si trova lo spazio per le attività ordinate a tavolino, come modellazione, ritaglio o disegno (09). Quest’ultimo è anche il luogo eventualmente deputato ad ospitare la mensa internamente ad ogni singola sezione, soluzione alternativa al refettorio collettivo, il cui pregio è quello di consolidare attraverso questa attività il senso di riconoscimento e di esperienza condivisa con il gruppo di appartenenza. Le attività pratiche (10), strettamente pedagogiche ed educative, come indossare gli indumenti e svolgere piccole operazioni di toeletta sono collocate a fianco dei servizi igienici e dello spogliatoio del personale (11). Il locale per le attività libere (12), ovvero esperienze di carattere motorio o ludico, si trova sul lato esterno della sezione, a diretto contatto col giardino, che ne è la naturale prosecuzione. Infine lo spazio più intimo e appartato è dedicato al dormitorio e al deposito generale (13). Il micronido è composto da tre matite, per una superficie calpestabile pari a 100 metri quadrati netti. Nel locale d’ingresso si svolgono le attività ordinate e pratiche, nonché l’eventuale servizio mensa (14), mentre l’ambiente attiguo, più appartato e intimo, è dedicato alle esperienze di tipo ludico e agli spazi per il riposo (15). Infine una matita è occupata dai servizi igienici, lo spogliatoio degli insegnanti e il deposito generale (16). Ogni matita ha la capacità di trasferire al suo interno il gioco di colori delle facciate; la propria punta, realizzata con un lucernario in vetro colorato, diffonde una varietà cromatica di luci sulle pareti interne. L’ambiente viene così caratterizzato da una differente colorazione per consentire ai bambini di muoversi all’interno della scuola lungo un percorso visivo capace di guidarli in un gioco educativo e divertente. Tutti i locali infine si aprono all’esterno, facendo del giardino la naturale continuazione del gioco. La struttura dell’edificio è interamente prefabbricata in pannelli di legno, coi quali vengono realizzati pareti, solai e coperture. Il pannello a strati incrociati è un prodotto formato dalla sovrapposizione di strati di tavole di legno massiccio, disposti ortogonalmente fra loro e collegati mediante incollaggio. Ogni elemento viene prefabbricato in stabilimento mediante il taglio computerizzato con macchine a controllo numerico e arriva in cantiere pronto per il montaggio, già dotato di aperture per porte e finestre. Le fondazioni sono realizzate con una platea in CCA dello spessore di 40 cm, sulla quale vengono installati cordoli in larice, che fungono da basamento per le pareti verticali, sulle quali a loro volta vengono montati i pannelli della copertura. Le unioni fra i vari elementi sono garantite dall’applicazione di piastre, angolari e viti auto-foranti. La struttura viene rivestita con pacchetti isolanti in lana di pecora o fibra di legno e intonaco naturale pigmentato per le pareti, mentre si adottano lastre in alluminio colorato per le coperture. Dal lato interno è prevista un’intercapedine di circa 4 centimetri per il passaggio degli impianti, riempita con lana di legno e rivestita in cartongesso a pannello doppio. Il lucernario viene apposto sulla sommità della copertura. Il sistema costruttivo impiegato prevede dunque un elevato grado di prefabbricazione, che consente un controllo totale delle lavorazioni, quindi offre maggiore qualità verificabile e certezza dei costi. La sicurezza delle lavorazioni, rispetto alla costruzione convenzionale, è decisamente superiore. Ai vantaggi di cantierizzazione e quindi di sicurezza, rapidità, pulizia e gestione del cantiere, bisogna aggiungere la garanzia di qualità fornita direttamente dai fabbricatori. I vantaggi delle costruzioni in legno riguardano inoltre le ottime caratteristiche di isolamento acustico e di qualità dell’ambiente interno, l’isolamento termico, il risparmio energetico, la durabilità e l’ecologia. Le stratigrafie nel progetto qui presentato, desunte direttamente da cataloghi di produttori, sono già allineate alla Classe A, secondo la classificazione della Regione Lombardia e sono conformi allo standard Minergie. La durabilità è garantita dalla selezione rigorosa delle essenze prima dell’inizio delle lavorazioni in fabbrica, dalle tecniche professionali di assemblaggio e dal servizio di controllo integrato sulla progettazione esecutiva fornito dalle ditte produttrici. L’ecologia è certamente una qualità difficilmente eguagliabile da altri materiali da costruzione: il legno, infatti, è la materia prima rinnovabile per eccellenza. La tecnica impiegata a pannelli a elementi massicci consente anche l’uso di essenze legnose meno costose e facilmente reperibili. Vista l’importanza che la colorazione assume in un progetto di questo tipo, è stata posta grande attenzione alla scelta della qualità dei materiali di rivestimento: per gli intonaci vengono utilizzati prodotti a base di calce idrata e privi di cemento, mentre le pitture sono esenti da prodotti petrolderivati o da qualsiasi sostanza tossica. Le dotazioni tecnologiche e impiantistiche della scuola, nonché le scelte in materia di ecosostenibilità assumono grande importanza all’interno del progetto. Due sono le fonti energetiche naturali dalle quali l’edificio trae gratuitamente una parte degli apporti di cui necessita: il terreno e il sole, altri accorgimenti sono volti a una corretta gestione del ciclo dell’acqua, infine molti sono i sistemi passivi adottati, che permettono di ridurre le dispersioni e in generale gli sprechi. All’interno del terreno vengono installate sei sonde geotermiche verticali, grazie alle quali è possibile modulare in funzione delle stagioni la temperatura dell’acqua e degli ambienti, attraverso l’impiego di una pompa di calore e i pavimenti radianti. Il sole apporta il suo influsso benefico sulle superfici dei pannelli fotovoltaici posti sulla copertura dei disimpegni e regala quindi energia elettrica, impiegata in particolare per l’illuminazione degli spazi esterni e in caso di necessità a supporto dell’impianto termico. Il ‘ciclo dell’acqua’ all’interno dell’edificio viene gestito facendo in particolare attenzione a ridurre il consumo di acqua potabile di alta qualità attraverso l’impiego di dispositivi per la riduzione di portata, incorporati nella rubinetteria, e cassette wc a doppio flusso. Vengono inoltre sfruttate sorgenti alternative di acqua di minor qualità, quale quella meteorica, che viene raccolta in serbatoi di stoccaggio, filtrata e attinta per alimentare i servizi sanitari e l’impianto di irrigazione del giardino. Tutti gli impianti descritti sono collocati all’interno delle matite di altezza maggiore, per lo più nei volumi ricavati sopra i servizi igienici e gli spazi distributivi. I sistemi passivi adottati al fine di ottenere una decisa riduzione degli sprechi si rifanno alle ‘regole della corretta progettazione’, ovvero l’attenzione nel porre schermature sulle facciate più esposte o essenze arboree rampicanti sulle pareti dei disimpegni, la realizzazione di corti interne grazie alle quali si ottengono illuminazione e raffrescamento naturali degli ambienti. Gli infissi sono del tipo a taglio termico, con vetri camera basso emissivi e schermature integrate a scomparsa, regolabili in base all’irraggiamento solare.